Tempo De Mal
Alienazioni
ALIENAZIONI/SPINDLE
Sono in tre e vengono da Modena per aprirci una nuova frontiera del rock tricolore.
Si parte belli pesanti con la title-track "Alienazioni" che con il suo basso martellante e la voce filtrate fa già ben sperare.
I Tempo de Mal propongo un rock alternativo pieno zeppo di contaminazioni, dal noise all'elettronico, dal punk al visionario. La seconda track è molto più sognatrice per poi arrivare ad uno dei pezzi più sperimentale, "Mia star", canzone che porta i romagnoli ad allargare i ranghi per comprendere anche Laura Malagoli, Alex Melato e Mauro Bonamici alle voci per creare, verso la fine, un effetto molto particolare quasi da patchwork sonoro.
Il piacere di sperimentare del gruppo emerge anche in "Astronave" dove l'ascoltatore è portato a viaggiare dai suoni molto spaziale della track che alterna voci filtrate e riff di chitarra pesanti a momenti più tranquilli. Con "Distanze" sembra di fare un salto nel passato, negli anni '80, una canzone new wave che ricorda molto i primi Litfiba (quelli più morbidi e onirici), con una seconda parte quasi drum'n'bass che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso.
Anche in "Quello che sono" (la track più lunga con i suoi 8 minuti) si possono ritrovare mille spunti musicali, la prima parte prevalentemente rock, con un giro di chitarra acustica molto bello, poi una parte molto più elettronica, acida quasi ipnotica per finire in rock aggressivo. Con "Abitudini" si ritorna un pò al rock classico ma dura poco dato che già "a'hara" inizia con dei canti arabi di bambini per poi trasformarsi in una canzone molto malinconica che in certi pasaggi ricorda gli ultimi Nirvana (quelli di in Utero per intenderci).
Poi ecco uno dei miei pezzi preferiti, "Novembre", pure colate laviche di rock, chitarrona pesante, batteria e basso martellanti e voce adatta al tutto. Poi il basso martellante di "Importante" ci porta dritti verso "uomo nella notte" che con il suo groove killer entrerà direttamente nelle vostre teste e non ne uscirà più!!! Bellissima, sopratutto la coda strumentale con un ritmo quasi da musica elettronica, non riuscirete a stare fermi ascoltandola!!!
Il cd si chiude con "identità o plagio", una canzone particolare, con un gusto quasi retrò.
Bhe dall'analisi delle track vi siete resi conto di quanta carne al fuoco ci sia, era dai tempi dei faith no more che non ascoltavo un cd così vario, certo di lavoro ce n'è ancora da fare ma gli inizi sono molto promettenti.
Uno dei pochi nei che posso riscontrare è la qualità dell'audio, molto rovinata e a volumi diversi da canzone a canzone questo è un problema per un gruppo che punta molto sulla varietà dei suoni, una maggior cura non avrebbe guastato.
Tirando le somme non posso che consigliarvi caldamente di andare a visitare il loro sito www.tempodemal.it per un assaggio musicale, e aspettare un loro concerto dalle vostre parti per farvi un idea più chiara. Stay tuned
Gian
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| | da "RUMORE" rivista mensile di musica
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Tempo De Mal
Alienazioni
ALIENAZIONI/SPINDLE
Siamo al cospetto di un terzetto modenese, esordiente con un progetto che sintetizza
in modo originale il primo punk ricamandolo di ascendenze doom noise e wave elettroniche.
L'impatto che si scorge all'ascolto di episodi come Vicino Irraggiungibile, Importante o
Mia Star e' tendenzialmente oscuro, morboso, in più riprese visionario, al punto che non
risultano casuali le sferzate neo psichedeliche care a My Bloody Valentine e primi
Psychedelic Furs.
Buoni propositi certo, ma l'ambizione che li accompagna non risulta costantemente a fuoco
e talvolta le brillanti metronomie wave doom (circoscritte emotivamente tra Sabbath e Sonic Youth)
rischiano di accasciarsi in anacquate sintesi pop non proprio mirabili, che riescono a riprendersi
solo grazie all'azzeccata rielaborazione noise fedele al tratto sperimentale di Marlene Kuntz
e primi C.s.i. (è il caso di Quello Che Sono, capace di rapire solo nella seconda parte).
L'album offre quindi un caleidoscopio di idee molto valide, ma che meriterebbero di essere messe |
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| | da "ROCK SOUND" rivista mensile di musica
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Tempo De Mal
Alienazioni
ALIENAZIONI/SPINDLE
Riuscire a definire in poche parole il progetto Tempo de Mal non è facile.
Nel cd "Alienazioni" si scorgono innumerevoli spunti e citazioni, dal grunge dei Pearl Jam al new metal, dagli anni ottanta italiani dei primi Litfiba alla rumorosità dei marlene kuntz, dal crossover dei Faith no more all'irriverente blues rock di Jon Spencer.
Una specie di schizzofrenia creativa che porta i Tempo de Mal a sezionare e rimescolare vorticosamente tutti gli impulsi che ricevono, ricreando un nuovo costrutto.
Operazione difficile e direi riuscita, ma non scevra di pecche: vanno smussate delle asperità, in effetti la voglia di dover fare gli strani a tutti i costi certe volte sembra forzata, ma ciò non incide sul mio giudizio estremamente positivo. |
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| da "hi-lo tunez" webzine
www.hilotunez.com --------------- traslation in english of hilotunez
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Tempo de mal
Alienazioni
ALIENAZIONI/SPINDLE REC
12tracce
52:17
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Ho fatto non poca fatica a recensire questo disco. I Tempo De Mal spaziano tra una molteplicità di generi che è difficile da identificare con esattezza. Vanno dall'hard-core più o meno velato di 'Mia Star' alla new wave di 'Distanze' e, il tutto, in un intreccio di sonorità schizzofreniche, amplificate da miriade di campioni sapientemente curati dal trio modenese. I Tempo De Mal dimostrano così di essere uno dei gruppi più eclettici e fantasiosi che io abbia sentito negli ultimi tempi. I suoni di chitarra basso e batteria sono impastati l'uno con l'altro e sembra che le soluzioni noise derivino soprattutto da questo. L'appello che faccio è che qualcuno con i controcoglioni decida di prenderli sotto la sua ala protettrice, così che, il trio modenese potrà dimostrare in pieno tutte le sue qualità. L'idea di utilizzare la voce di Laura Malagoli all'interno di 'Quello che Sono' (il migliore) come fosse una tromba è stata fantastica.
Deya
traslation in english of hilotunez
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| Da Scanner - rivista elettronica di opinioni e cultura
www.scanner.it
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Tempo de mal
Alienazioni
Il primo disco del gruppo emiliano
[Spindle Records] 2002
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Perché parlare di una band emiliana, poco conosciuta e che per ora si limita a suonare nella bassa provincia modenese? Il motivo è semplice: il loro primo disco è un piccolo gioiello di musica alternativa, che si discosta dalla media dei dischi italiani, ormai relegati al pop o a scevre imitazioni internazionali. Ma come è vero, nelle provincie d'Italia, anche i piccoli gruppi crescono, e seguendo le tracce dei mitici CSI ( ora Per Grazia Ricevuta) sbocciati nel reggiano, anche i Tempo de mal danno vita a un primo cd davvero bello e interessante, che sicuramente varcherà le soglie dell'anonimato, e speriamo possa aggiungere qualcosa alla musica indie italiana ed emiliana. I tempo de mal si compongono nel 1995, inizialmente suonando cover e qualche loro canzone, ma è nel 1998 che decidono di uscire con un mini cd di tre canzoni per l'etichetta indipendente Sottosopra di Follonica, chiamato Vicino Irraggiungibile: questo è l'inizio di un primo passo verso l'idea portante del gruppo, che era quello di creare un primo LP pieno di idee, lontano dalle sonorità tipicamente italiane. Nel 2002, Alienazioni prende vita dall'energia del bassista e chitarrista Matteo Amadei, dal cantante Santo di Domenico ( Dido ) e dal batterista Giovanni Malavasi, che insieme mettono anima e cuore in questo album energetico, che subito dalla prima traccia Alienazioni ci catapultano nelle derive del rock, dove le influenze sonore di provenienza americana si amalgamano con cambi di ritmo che si rigenerano in percorsi melodici stranianti e stimolanti. Anche il secondo brano Vicino irraggiungibile, stupisce per l'approccio di stili, sempre diversi e accattivanti che si modula su distorsioni e un testo tagliente che si ascolta con piacere. Mia Star si aggiudica come una scheggia punk impazzita che ben esprime l'anima eclettica della band, e già si presenta come possibile singolo. Suoni che ritornano in mente, che si inseguono su le note della new wave britannica si colgono in Distanze e Quello che sono, canzoni che riflettono su un passato musicale che ritorna in arrangiamenti filtrati da una sensibilità melodica che sa sprigionare le parole intense del testo sulle corde vocali di Dido. Ma non dimentichiamoci che I tempo de mal hanno nella loro matrice genetica la sperimentazioni e gli echi di gruppi come i Melvins e MrBungle, ma che sanno rielaborare con efficacia strumentale e sonora, che viene fuori in A'hara, pezzo di una forza unica, o in Identità o plagio, vero loup sensoriale. Un album indispensabile per capire in quale direzione la musica italiana deve andare, a dimostrazione che esistono ancora gruppi indipendenti capaci di proporre sonorità nuove e intriganti. Mi raccomando, se vi capita, non fatevi scappare i loro concerti: dal vivo sprigionano una forza musicale inaudita. Voto 7 ½
Matteo Merli
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| da 'la Scena' webzine
www.lascena.it
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TEMPO DE MAL - "Alienazioni" (Alienazioni)
Quando ho ricevuto l'album dei Tempo de mal sono stato felice di poter sentire qualcosa di più, di capire cosa stava dietro quel video artigianale che avevo visto lo scorso novembre, tutto ripreso sui miei amati odiati treni, e mi sono subito accaparrato il disco. La prima reazione è di sorpresa, perchè la title track, in apertura, è decisamente più violenta della canzone che mi aveva colpito singolarmente, rivelando un'attitudine punk che non mi aspettavo. Incredibile il tiro della terza traccia dell'album, che contribuisce a disorientare ulteriormente mentre gratifica con le sue vocine campionate e i suoni di tastiera molto "videogame".
Solo arrivando al quinto pezzo, appunto Distanze, ritrovo una parte morbida e pulita, che ricorda con stile i Litfiba del periodo wave e che con uno stacco improvviso lascia spazio a un tempo di batteria davvero bello e trascinante (e nel suddetto stacco si sente l'urlo tipico delle vecchie Roland che suonavo da bambino!). Al di là della genuina foga di Dido, che certamente non porta alla perfezione nel canto (ma ciò mi starebbe anche bene) vi dirò qual è secondo me il vero punto dolente di "Alienazioni": il mixaggio. Le differenze di volume tra le parti soft e quelle più movimentate, oltre che fra le diverse canzoni, mi hanno costretto ad aggiustare più volte il volume dello stereo, e diventa difficile molto spesso distinguere lo sviluppo del cantato e le parole, per via della voce pesantemente effettata e molto bassa. Ho l'impressione che tutto il lavoro manchi di frequenze alte, e la sezione di synth in Quello che sono (uno dei momenti che ho apprezzato di più, mi ricorda il repentino cambio di In our gun dei Gomez), con la pulizia tipica dei suoni elettronici, fa sentire moltissimo la differenza rispetto alle parti suonate, anche perchè il passaggio manca del tutto di fluidità. Verso la fine dell'album vi segnalo Importante, una riuscitissima fusione tra noise ed elettronica anni 80, e in generale mi piace molto l'approccio dei Tempo de mal alla composizione, molto eterogeneo... Per esempio Uomo nella notte è la Got the life italiana, e per questo vi spiazza quando ormai siete alla fine e pensate di aver capito la band. Quello che manca, insomma, è solo qualcuno che riesca a liberare la band dai pesanti vincoli tecnici di questo disco, e portarla davvero a far uscire al 100% un talento che, già "aperto" al 50, è notevole.
Complimenti alla fantasia, non attendo altro che un'uscita live per parlarvene meglio di ora!
Michel Iotti
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| dal Onda Rock sito di musica e altro...
www.ondarock.it
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TEMPO DE MAL - "Alienazioni" (Alienazioni)
Nel variegato panorama "post-punk" italiano, trovano posto anche i modenesi Tempo de Mal, formazione eclettica, capace di spaziare tra hardcore, metal, post-rock e suggestioni elettroniche stile anni 80. La band, formata dal cantante Dido insieme a Matte (chitarra, basso, tastiera, percussioni, campionamenti) e Giova (batteria, percussioni), rielabora frammenti sonori e melodie, rumori e deliqui, dando vita a un sound sperimentale e visionario, che si colloca al crocevia tra i Sonic Youth più cacofonici e i Joy Division più desolati.
L’ iniziale title track "Alienazioni", costruita su voci registrate e campionamenti, introduce subito in un clima da apocalisse sonora, dove cupe linee di basso intessono atmosfere darkeggianti. Più melodiche e riflessive la successiva "Vicino irraggiungibile" e la struggente "Abitudini". La lunga "Quello che sono" si apre su dissonanze di chitarra e vocalizzi pop, con un refrain ad effetto, degno di Fugazi e Blonde Redhead, e un drumming potente, prima che una digressione techno faccia da preludio alla tempesta noise finale. La veloce "Mia Star" dà voce all’ anima più punk della band, mentre "Distanze" e "Quello che sono" sembrano idealmente fondere le melodie di certa new wave britannica e l’hardcore d’ oltremanica.
Se sapranno confermare alcune felici intuizioni di "Alienazioni", i Tempo de Mal non potranno fallire la loro consacrazione nella scena noise-rock nostrana.
Claudio Fabretti
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| dal sito di musica, cinema, ecc... VICE-VERSA
www.vice-versa.net
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TEMPO DE MAL - Alienazioni (Alienazioni)
I Tempo de Mal si muovono con agilità in una terra di nessuno tra punk, hardcore, metal e suggestioni elettroniche che ricordano le sonorità dei Cure ("Quello che sono") e in generale una spiccata nostalgia per quelli che furono gli anni Ottanta. La band formata dal cantante Dido insieme a Matte (chitarra, basso, tastiera, percussioni, campionamenti) e Giova (batteria, percussioni) utilizza spezzoni sonori, musica, rumori sospiri e delirii al servizio di una musica visonaria che, in un panorama come quello attuale italiano, spicca per una certa originalità. Almeno i tre utilizzano la lingua nazionale, impresa che peraltro riesce difficile a molti, e non si dilettano a rincorrere strade già battute.
Più efficaci quando cercano una dimensione elettro-pop che quando si lanciano in cacofonie al limite dell'inascoltabile (in qualche modo, comunque, bisogna sfogare certe inquietudini), Tempo de Mal sono una band in crescita, ma che già possiede una certa personalità.
Vincenzo Vitti
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| da circuitosonoro - webzine
www.circuitosonoro.it
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tempo de mal
Alienazioni
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Album lungo e in gran parte riuscito, questo dei Tempo de Mal, ricco d'ingredienti che quasi sempre vengono dosati nel modo giusto. Ci vengono serviti rock, progressive, funky, accenni metal, echi di un certo pop scarnificato, il tutto seguendo linee esecutive che cercano di rendere il lavoro il più possibile eterogeneo: riusciti sono i pezzi come MIA STAR, la lunga e discorsiva QUELLO CHE SONO e, soprattutto, VICINO IRRAGGIUNGIBILE, ipnotica e dal deciso taglio rock, davvero ben confezionata. Altri episodi risultano invece un po' meno originali (pur senza scendere mai sotto il livello di guardia), inconveniente questo che penalizza la band proprio perché in grado - più di altri - di padroneggiare il genere che affronta. Forse limitare il numero di pezzi e concentrarsi maggiormente su quelli già buoni potrebbe essere un'idea da non scartare a priori. Ad ogni modo, il giudizio è positivo e gli auguri di conseguenza.
Mr. M.R.
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| | da Klebe webzine e altro...
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TEMPO DE MAL - "Alienazioni" (Alienazioni)
I Tempo de Mal sono un gruppo di ragazzi modenesi aggregatosi agli inizi del 1995 come cover band per esibizioni nei locali.
Dopo tre anni trovano una co-produzione con l’etichetta indipendente "Sottosopra" che gli permette di produrre il primo mini-cd, ma la vera coesione avviene l’anno successivo, quando la band rimane in tre (la voce Dido, il batterista Giovanni e il chitarrista Matteo) ed inizia a lavorare con materiale del tutto inedito.
E’ così che nasce il loro primo album, "Alienazioni", che esce nel Febbraio 2002.
Si tratta di dodici brani per lo più di genere punk, ma con chiari accenni new wave.
La vera novità è che le dodici canzoni sono interamente in italiano.
Vi sembrerà un stupidaggine, ma vi assicuro che non è facile trovare un band che produca punk di buon livello nella nostra lingua madre.
Decisamente belle le basi sonore, soprattutto in "Alienazioni" e in "Distanze", costituite da una chitarra basso ed una batteria ottimamente "impastate" tra loro.
Veramente originale l’idea di utilizzare nel brano "Quello che ho" (tra i migliori dell’album) una voce femminile come un tromba.
Anche i testi non sono male, in quanto non sono mai ripetitivi e trattano temi mai esageratamente banali.
Una critica andrebbe fatta per la voce Dido, che è dotato di ottime capacità di base, ma dovrebbe lavorare sulla dizione: la sua erre leggermente moscia si fa sentire non poco in alcuni brani.
Niente al quale non si possa rimediare con un po’ di impegno, dunque.
Nel complessivo il mio giudizio è però più che sufficiente, anzi vorrei invitare questi ragazzi a non mollare e a non farsi impressionare dalla lunga strada che porta al successo.
In fondo la maggior parte delle band italiane è partita facendosi conoscere poco a poco tramite le etichette indipendenti (vedi Punkreas per esempio…), quindi come inizio non c’è male.
Roberto Parrotto
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| dalla webzine KALPORZ.com
www.kalporz.com
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di Raffaele Meale
Il loro suono è un miscuglio di punk, noise,
elettronica e post-rock, e quest'album, uscito per
Alienazioni (casa discografica sorta nel 1998 proprio
intorno alla musica dei Tempo de Mal), ne è
la lente d'ingrandimento ideale. Un prodotto interessante
dunque fin dalle sue radici, anche se forse a grave
rischio d'imitazione.
L'attacco è dato da "Alienazioni",
brano in cui convivono divertissement ad effetto
(le voci registrate, qualche campionamento), un'attitudine
dark, prodotta soprattutto dall'uso del basso, e
idee che ricordano i Marlene
Kuntz (nel testo) e gli Afterhours
(la voce con effetto megafono). Più immediati
suono e melodia della seguente "Vicino irraggiungibile".
Pur preferendo atmosfere caustiche e selvagge, i
tre non disdegnano pause di riflessione catartica,
con digressioni melodiche, come nella strofa dell'ottima
"Abitudini". Dicevo prima del rischio
dell'imitazione, ostacolo nel quale i ragazzi incappano
con "A'hara": dire che assomiglia ai Nirvana
è realmente sminuire il proprio udito! Praticamente
il ritornello è la strofa di "Heart-Shaped
Box".
Un incidente di percorso, comunque, per il resto
la band mostra di saper tenere a bada la tentazione
di riprendere da chi la ispira e crea interessanti
progressioni ritmiche come la lunga composizione
"Quello che sono", che si apre, dopo un
frastuono brevissimo, su una chitarra distorta e
una vocetta simil-pop: ma arriva quasi subito la
voce profonda di Dido, mentre la chitarra appare
più pulita. Il ritornello ricorda molti lavori
di Fugazi e Blonde Redhead, prima che il tutto ripiombi
nell'attacco, prima che si torni all'accenno pop
che ora accompagna anche il recitato, fino all'allargarsi
della melodia con un sapiente delle tastiere. Praticamente
quello che succederebbe incrociando le digressioni
chitarristiche dei Sonic Youth con la profondità di Joy Division
e Cure. Fondamentale
in questo pezzo la batteria, che segna i tempi e
crea le atmosfere soniche adatte alla situazione,
prima di un'improvvisa, pazza, assurda caduta in
una sorta di follia elettronica spiazzante e coraggiosa,
techno che grazie ad una dissolvenza diventa caustica
crudeltà noise.
Ecco, "Quello che sono", a mio parere,
vale l'ascolto della band modenese, che deve migliorare
certi aspetti (spesso i cambi di ritmo nei brani
sembrano forzati dall'ideologia che li guida, a
volte si ha l'impressione del già sentito
- oltre ai gruppi già citati appare chiaro
l'ascolto di un gruppo come i Six Minute War Madness),
ma che mostra interessanti capacità e rassicurante
personalità.
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| | Dalla "Gazzetta di Modena" del 04 Marzo 2002
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Uscito a Febbraio "Alienazioni" del gruppo di Cavezzo "TEMPO DE MAL" AL DEBUTTO.
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| Cavezzo. Dalla Bassa modenese si propone all'attenzione del pubblico un gruppo che vuole ritagliarsi un suo spazio nell'ambito musicale nazionale. Fare musica in italia e' molto difficile e sono per lo piu' le grandi case discografiche a dettare legge.
Per fortuna pero' oggi esistono anche altri canali per far conoscere il proprio prodotto, anche se il percorso non e' lo stesso di chi riesce ad imporsi all'attenzione delle grosse case discografiche. Magari ci si impiega piu' tempo e le strade sono piu' tortuose ma i risultati, specie in presenza di artisti di qualita', solitamente arrivano e in modo incoraggiante. E' quello che hanno fatto i "tempo de mal", gruppo di Cavezzo e dintorni che, nei giorni scorsi, hanno pubblicato il loro primo album.
Si tratta di "Alienazioni", uscito il 5 febbraio 2002, ed e' una produzione Alienazioni (lìetichetta personale dei tempo de mal) e Spindle Records (etichetta fondata dai Linkage di Soliera).
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| Il CD e' composto da dodici tracce. Da segnalare il pezzo che da il titolo all'album, "Distanze","Novembre","L'uomo nella notte","A'hara". Gli atri brani inseriti sono: "Vicino irraggiungibile","Mia star","Astronave","Quello che sono","Abitudini","Importante","Identita' o plagio". Il genere si puo' definire un incrocio tra post-punk, new wavw, noise cantato in italiano. Attualmente il cd e' disponibile solo tramite internet sul sito www.tempodemal.it oppure mandando una e-mail a info@tempodemal.it, inoltre il lavoro lo si puo' richiedere anche alla Spindle Records con l'e-mail: paololnk@libero.it.
Comunque, per ogni tipo di informazione sulla band si puo' visitare il sito www.tempodemal.it dove e' possibile trovare 'mp3' gratuiti scaricabili e ogni tipo di notizia sulla band.
I tempo de mal sono composti da Giova (batteria), Matte (chitarra), Dido (voce).
Nicola Calicchio
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